Il test di Romberg

Il test di Romberg

l’insorgere di disturbi non strettamente legati alla percezione uditiva, come i disordini dell’equilibrio e l’instabilità (o atassia). 

 

Esattamente come i disturbi primari dell’udito, legati direttamente alla non completa o assente percezione uditiva, anche queste patologie possono incidere in modo molto pesante sulla vita del soggetto che ne è colpito. Il nostro consiglio è sempre quello di agire tempestivamente: è dimostrato infatti che un intervento immediato all’insorgere di queste patologie può ridurne enormemente il decorso e fornirne una pronta soluzione. 

 

Così come per i disturbi della percezione uditiva il primo passo da compiere per una corretta diagnosi è quello di sottoporsi ad un esame audiometrico, allo stesso modo in presenza di disturbi legati all’equilibrio è possibile sottoporsi ad esami che permettano una diagnosi pertinente. Uno di questi è il test di Romberg. 

 

Il test di Romberg è uno dei test più semplici a cui sottoporre il paziente: questi è invitato a mantenere la posizione eretta, con i piedi uniti e le braccia stese dinanzi al torace, così da formare un angolo di 90° con il tronco. 

 

Qualora il paziente riesca a mantenere questa posizione per più di 30 secondi ad occhi aperti, il medico fa ripetere la procedura, ma questa volta mantenendo gli occhi chiusi. Queste due differenze sono fondamentali: qualora infatti il paziente non riuscisse a mantenere l’equilibrio anche con una normale funzione visiva, i disturbi legati all’equilibrio da cui è affetto potrebbero essere dovuti a problemi neurologici, lontani quindi dalle competenze dello specialista ORL. 

 

Qualora il paziente riscontri difficoltà a mantenere la posizione eretta con gli occhi chiusi è possibile individuare la patologia in ambito vestibolare.

 

In quest’ultimo caso, il paziente sarà più frequentemente portato ad oscillare (se non addirittura a cadere) nella direzione del vestibolo colpito dalla patologia. 

 

Questo test è tanto più efficace quanto prima è effettuato sul paziente, in quanto nelle fasi più acute della patologia è possibile riscontrare una considerevole difficoltà nel mantenere la posizione eretta, indipendentemente dall’inibizione della funzione visiva. Inoltre è importante tenere a mente che, soprattutto dopo i 50 anni di età, è sempre più difficile per il corpo mantenere una posizione eretta. 

 

 

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