La cupololitiasi

La cupololitiasi

La cupololitiasi determina una sensazione di vertigine di breve durata dovuta ad un cambio di posizionamento della testa. Normalmente è una sensazione percepita a seguito di un movimento repentino, similmente a quanto accade nel caso ci si alzi in piedi troppo velocemente dopo aver passato molto tempo seduti o distesi. 

 

La cupololitiasi è anche nota come vertigine parossistica posizionale benigna ed è la principale causa a cui imputare la percezione delle cosiddette vertigini periferiche. Essa è determinata dallo spostamento degli otoliti, piccole formazioni di ossalato di calcio, presenti nel liquido dell’orecchio interno. 

 

Le vertigini causate da questo spostamento hanno normalmente una durata di pochi secondi, ma possono durare anche diversi minuti ed accompagnarsi a sintomi quali tachicardia, nausea e sudorazione non regolare. 

 

Il determinarsi di questa situazione è dovuta alla conformazione stessa degli apparati situati all’interno dell’orecchio: le cellule ciliate all’interno del canale uditivo sono in collegamento diretto con le terminazioni nervose e una loro fluttuazione irregolare comporta la percezione delle vertigini.  

 

Vi sono due forme maggiormente note di cupololitiasi: 

• La prima, più frequente, interessante il canale semicircolare posteriore (CSP);

• La seconda, meno frequente, interessante il canale semicircolare laterale e orizzontale (CSL e CSO).

 

È possibile dare una corretta indicazione del canale interessato a seconda delle caratteristiche e delle modalità con cui è indotto il nistagmo, ovvero il movimento involontario del bulbo oculare che in alcuni casi accompagna la patologia. 

 

Le manovre liberatorie

 

Le manovre liberatorie sono il metodo di maggior successo per il trattamento delle vertigini. Esse consistono nel far effettuare al paziente movimenti controllati del capo finalizzati allo spostamento degli otoliti dal canale interno verso la zona vestibolare. 

 

Normalmente l’effetto liberatorio delle manovre può durare dai pochi giorni alle tre settimane; è comunque consigliabile adottare degli accorgimenti per limitare la percezione delle vertigini, come ad esempio adottare un’alimentazione ad hoc e dormire su di un fianco, in modo da limitare la percezione stessa. 

 

Cupololitiasi e presbiacusia

 

La vertigine parossistica posizionale benigna accompagna frequentemente la presbiacusia, la riduzione uditiva dovuta all’avanzare dell’età. Esattamente come per quest’ultima patologia infatti, le fasce più complite sono quelle dei soggetti oltre i 70 anni. È molto importante dare un corretto inquadramento alla cupololitiasi nei soggetti appartenenti a queste categorie, in quanto la presenza delle vertigini può aumentare considerevolmente il rischio di cadute e traumi, entrambe concretamente idonee ad incidere in modo molto negativo sulla qualità della vita di un soggetto over 70. 

 

Anche in questo caso il primo passo verso una corretta diagnosi è quello di rivolgersi ad uno specialista: i nostri specialisti dell’udito saranno felici di accogliervi in ognuno dei centri Audire per una visita gratuita

 

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