Come funziona l'orecchio

Come funziona l'orecchio

L’udito è il primo dei 5 sensi a formarsi durante la gravidanza all’interno del ventre materno e rappresenta il primo modo in assoluto in cui percepiamo il mondo sin dalla nostra nascita. Questo dato è di fondamentale importanza per capire il valore di questo senso e come i disturbi ad esso legati siano in grado di influire negativamente sulla vita di un paziente. 

 

Esattamente come accade per ognuno dei 5 sensi, il nostro cervello non percepisce direttamente gli stimoli provenienti dall’ambiente circostante; è infatti necessario che gli apparati deputati alla percezione sensoriale traducano in impulsi elettrici gli impulsi provenienti dall’esterno. Anche nel caso dell’udito quindi è compito dell’apparato uditivo convertire in impulsi elettrici quelli che in questo caso sono impulsi sonori, in modo da renderli comprensibili per il nostro cervello. 

L’apparato uditivo è diviso in tre parti: 

 

Orecchio Esterno. È composto dal padiglione auricolare, il cui compito è quello di operare un primo filtro delle onde sonore e di fornire protezione agli apparati dell’orecchio medio. 

Orecchio Medio.  È costituito dalla membrana timpanica, normalmente indicata come timpano, e dal una serie di piccole ossa il cui compito e mettere in comunicazione l’orecchio medio con l’orecchio interno, il Martello, l’Incudine e la Staffa. 

Orecchio interno. Al suo interno possiamo trovare delle cavità scavate nell’osso temporale in cui è posizionata la coclea, l’organo deputato alla traduzione degli impulsi sonori in impulsi elettrici comprensibili per il cervello. La coclea a sua volta presenta all’interno un liquido, per l’appunto definito liquido cocleare, il cui compito è quello di stimolare le cellule ciliate, che si occupano materialmente della traduzione degli stimoli sonori. Oltre alla coclea, il sistema vestibolare presente nell’orecchio interno si occupa della gestione dell’equilibrio. Da ultimo, il nervo acustico mette in comunicazione la coclea con il cervello. 

 

Analizzando la profonda connessione di ognuno di questi apparati e la loro complessità possiamo comprendere come il danneggiamento di anche uno solo di questi elementi (in particolare della coclea e del nervo acustico) possa pregiudicare una buona esperienza uditiva da parte del paziente. 

 

Il calo della percezione uditiva

 

La diminuzione della percezione uditiva, o ipoacusia, è una patologia molto diffusa soprattutto a causa dell’invecchiamento naturale dell’apparato uditivo. Essa è diffusa a tutte le età, ma possiamo osservarne una concentrazione soprattutto nelle fasce d’età over 65. 

 

La stretta connessione dell’udito con il cervello fa comprendere come l’ipoacusia sia responsabile anche di una diminuzione delle capacità cognitive, causandone in alcuni casi veri e propri disturbi. Un peggioramento dell’udito può infatti portare anche a forme di demenza precoce. 

 

Cosa fare in caso di calo dell’udito

 

In caso vi sia una perdita uditiva, indipendentemente dalla sua gravità, è fondamentale agire per tempo. Aspettare per recarsi da uno specialista è sicuramente la scelta sbagliata e potrebbe aggravare l’entità della perdita. 

 

È possibile misurare la perdita dell’udito tramite un esame audiometrico, un esame non invasivo offerto gratuitamente dai nostri specialisti presso tutti i centri Audire. 

Sentire bene aumenta la qualità della vita: non aspettare a contattarci, ti aspettiamo per un controllo gratuito. 

 

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